Spettacoli

SAWT

Cantiere Aperto

domenica 28 giugno 2026
19:00

Chiesa della Santissima Annunziata

- ingresso libero

ideazione, testi e regia Wissal Houbabi
con Wissal Houbabi e Afif Ben Fekih
Mentore per la ricerca storica e culturale Hassan Abbouqi
produzione Ilaria Depari e Hassan Abbouqi
costumi Maalma Touch
musiche originali e ambienti sonori Afif Ben Fekih
cura e comunicazione Ilaria Depari
grafica Sarah Addouh
progetto sostenuto da FONDO
network per la creatività emergente coordinato da Santarcangelo dei Teatri e realizzato con
AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali, Centrale Fies, Emilia Romagna Teatro
ERT / Teatro Nazionale, Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee,
Fondazione I Teatri – Reggio Emilia, Fuorimargine / Centro di produzione della danza in
Sardegna, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino | Centro di Residenza Emilia-Romagna,
Lavanderia a Vapore / Fondazione Piemonte dal Vivo, OperaEstate Festival Veneto / CSC
Centro per la Scena Contemporanea, Ravenna Teatro, Teatro Stabile dell’Umbria, Triennale
Milano Teatro
all’interno di LANDING
progetto sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
realizzato da Santarcangelo Festival
in collaborazione con L’Art Rue, Tunis
Copyright Studio Nairiy

SAWT (Voce)
di Wissal Houbabi
E’ una ricerca che indaga la rituale pratica del Aita, canto poetico e antichissimo della tradizione marocchina. L’Aita è la storia profonda che lacera la voce delle campagne, archivio orale tramandato nei secoli della vita, l’amore, il dolore e la resistenza.
In questo viaggio, la poesia si scontra con un grido contemporaneo: interiore, assordante, che assume nuove forme e significati. L’esperienza della ghorba e dei suoi detriti, le lingue delle figlie in esilio, si plasmano, sradicano e ricompongono, cercano nuove radici in movimento, corpi instabili. Sawt è l’inquieta ricerca della voce.
E’ dove la parola e il canto sono un tutt’uno, il corpo e l’anima si fondono, toccandosi nell’abisso di un grido, un lamento, sprofondare che par quasi di morire per un istante, per rinascere e percepire la vita con maggior vigore.
E’ l’estasi che prova lo spirito, è il dolore di un corpo martoriato da se stesso, è l’essenza del sacro e del profano, nel punto più profondo si incontrano.
Esiste una vita e delle parole che sono in un luogo profondissimo del nostro sentire, quello stato emerge con la resa della ragiona, nuotando nel buio delle nostre paure, concedendosi all’oblio, rifiutando il controllo, quella voce si libera come il primissimo grido di cui non si ha ricordo, solo la certezza del suo significato: io esisto