in collaborazione con il Festival Percorsi 2026 di Percorso Donna APS.
dal romanzo di Renata Viganò
mise en espace a cura di Cinzia Spanò
musiche originali di Federica Furlani
con Cinzia Spanò e Federica Furlani
costumi Elena Rossi
organizzazione Elisa Binda
produzione Effimera Teatro
con il sostegno di Audrey Anpi
La mise en espace tratta dal romanzo L’Agnese va a morire, vuole essere un omaggio alla lotta di quegli uomini e donne, raccontata attraverso un punto di vista unico e coinvolgente.
Era il 1949, la guerra si era conclusa da pochi anni, e Renata Viganò l’aveva vissuta da partigiana, incontrando sul suo cammino la figura dell’Agnese, una lavandaia di mezz’età, rude e inconsapevole, trascinata suo malgrado a combattere una guerra che non sentiva appartenerle.
Per una serie di eventi che partono dalla deportazione del marito da parte dei tedeschi, l’Agnese entra con sempre maggiore consapevolezza e forza nella grande Storia, prendendo parte attiva a quella Resistenza fatta di donne e uomini, a cui dobbiamo non soltanto la Liberazione del ’45, ma anche un lascito che va a comporre parte dell’identità storica di questo
Paese.
Lo sguardo di Agnese, che mette a fuoco con sempre maggiore precisione gli eventi rivelando senza sconti tutta l’insensatezza e la crudeltà della guerra, diventa il nostro sguardo e la sua presa di consapevolezza diventa la nostra.
A Renata Viganò va inoltre il merito di essere stata tra le prime a rivalutare il ruolo femminile nella Resistenza italiana, un ruolo che per lungo tempo non è stato riconosciuto. Dietro il personaggio di Agnese si cela non solo la contadina di mezza età rimasta sola con la sua gatta ma -per ammissione della stessa Viganò- si ritrovano le vite di tante partigiane incontrate in quei mesi di lotta. L’Agnese costituisce la sintesi di un’esperienza che ci regala il punto di vista delle donne partigiane, mettendo in risalto il contributo femminile alla lotta al Nazifascismo.