Spettacoli

CLAP YOUR HANDS SAY YEAH

PlaylistteatrOltre

venerdì 21 aprile 2023
21:00

Chiesa della Santissima Annunziata

- posto unico €15- ridotto €12

IN CONCERTO, PIANO SOLO
Clap Your Hands Say Yeah sta per portare l’ultimo acclamato album New Fragility in concerto. Il tour, che va da marzo a luglio, presenterà le canzoni dell’ultimo album insieme al vasto repertorio dell’artista.
Attualmente riconosciuto come uno dei progetti indie rock più importanti degli ultimi 15 anni, Clap Your Hands Say Yeah si è formato verso la fine del 2004. Hanno iniziato suonando dal vivo in alcuni live club di Manhattan e Brooklyn e sono stati una delle prime band ad aver ottenuto una considerevole notorietà online prima ancora di un contratto discografico. Nel 2005 pubblicano il loro primo album omonimo e autoprodotto, a cui “Pitchfork” dà un punteggio di 9.0 e che include immediatamente nella classifica “Best New Music”. Nello stesso anno firmano un contratto discografico con la label inglese Wichita Records e due anni dopo, nel 2007, pubblicano il loro secondo disco Some Loud Thunder. Dopo due anni passati a suonare sui palchi più prestigiosi del mondo, comparendo anche in alcune pellicole per il cinema, i CYHSY annunciano di volersi prendere una pausa per dedicarsi ai loro side projects: Alec pubblicherà Mo Beauty, il suo primo album solista, e Skin and Bones, il primo album con i Flashy Pyton, la sua seconda band; Robbie Guertin inizia a collaborare sia con i Radical Dads che con i Uninhabitable Mansions (insieme al compagno di band Tyler Sargent). Dopo uno iato durato un paio di anni, nel 2011 pubblicano Hysterical, il loro terzo album, che a differenza dei suoi due predecessori riceve un’accoglienza molto tiepida da parte della critica. A distanza di meno di un anno, uno dopo l’altro Guertin, Tyler e Lee Sargent lasciano la band per dedicarsi ai loro progetti personali.
Nel 2013 viene pubblicato su Bandcamp Little Moments, un EP composto da quattro brani, due dei quali verranno inclusi in una nuova versione nel quarto album Only Run nel 2014, ultimo album prima che i CYHSY diventano a tutti gli effetti una one man band composta solo da Alec Ounsworth che continua a portare avanti il progetto ristampando il primo album della band a cui seguirà un tour in Nord America.
Nel 2017 pubblica l’album The Tourist, prodotto da Dave Fridman dei Mercury Rev, così come i precedenti Some Loud Thunder e Only Run. Un album che arriva dopo un periodo travagliato e che vuole essere una summa dei suoi grandi ispiratori di sempre: John Cale, Robert Wyatt, Tom Waits e Nick Cave.
New Fragility, pubblicato nel febbraio 2021, è l’ottavo album di Alec Ounsworth ed è stato acclamato dai fan e dai media di tutto il mondo per la sua toccante intimità, personalità e vulnerabilità che trasformano le sue belle melodie in “una serie di grandi canzoni” (NPR). New Fragility è stato prodotto da Alec Ounsworth, con produzione aggiuntiva di Will Johnson, registrato da Britton Beisenherz a Austin, TX, mixato da John Agnello nel New Jersey e masterizzato da Greg Calbi. Le versioni acustiche nella Deluxe Edition sono state registrate da Todd Erk, mixate da Britton Beisenherz e masterizzate da Valerio Mina.
In qualsiasi discussione riguardante i cantautori e gli autori della musica indipendente del 21° secolo, Alec Ounsworth e il suo moniker, Clap Your Hands Say Yeah, avranno sicuramente un posto di rilievo. Pochi sono stati così coerentemente eclettici e intimi; pochi altri rimangono ancora coraggiosamente indipendenti, rifiutando di firmare accordi che potrebbero compromettere la loro visione artistica. Questo è ciò che caratterizza l’opera di Ounsworth, specialmente il progetto che ha iniziato nei primi anni 2000, Clap Your Hands Say Yeah. Con ogni uscita dal suo storico debutto, l’artista di Philadelphia ha raffinato e ampliato il suo suono, assecondando un insieme sempre più ampio di influenze. Prolifico ed enigmatico come sempre, i suoi lavori più recenti sposano lo spirito eccentrico e fuori dagli schemi dei primi anni con una ben meritata sicurezza e un più grande senso di versatilità. Sempre diretto verso nuove strade di arrangiamento delle canzoni e di connessione organica con il suo pubblico, Ounsworth ha dimostrato che è possibile tradurre un certo livello di serietà in qualcosa di gioioso. Dopo quasi due decenni Ounsworth rimane una delle voci più distintive della musica.