I Teatri di Pesaro si confermano luoghi vivi e accoglienti per la creazione artistica ospitando dal 23 marzo al 1 aprile alla Sala della Repubblica del Teatro Rossini – nell’ambito di RAM – Residenze Artistiche Marchigiane 2026, progetto nato dalla volontà della Regione Marche che lo ha finanziato con il MiC ed attuato da AMAT con il Comune di Pesaro – la residenza di creazione di “CATALOGO” di Marta Ciappina. Al termine della residenza, la compagnia apre le porte della creazione al pubblico il Cantiere Aperto si terrà il 28 marzo alle ore 19:00 (ingresso libero)
un’idea originale di Marta Ciappina, Marco D’Agostin, Damien Modolo
creazioni di Silvia Gribaudi, Francesca Pennini, Sotteraneo
Emio Greco e Pieter C. Sholten
con Marta Ciappina
suono Luca Scapellato
catalogo Alessandro Iachino
cura, promozione Damien Modolo
organizzazione, amministrazione Eleonora Cavallo, Irene Maiolin, Paola Miolano
produzione VAN
coproduzione Romaeuropa Festival, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
con il sostegno di La Contrada / Teatro Stabile di Trieste
Quando Marta Ciappina confida all’amico e coreografo Marco D’Agostin il desiderio di congedarsi dalla scena, entrambi pensano di affidare l’impresa ad artisti di cui Marta ha sempre ammirato l’ingegno ma con i quali non ha mai collaborato. L’esito della confidenza è un inventario composto da autori contemporanei tra i più brillanti del teatro e della danza : Francesca Pennini, Silvia Gribaudi, Emio Greco e Pieter C. Sholten.
In una parata di appuntamenti al buio, Marta affida alla penna appuntita di questi autori la scrittura di un breve oggetto poetico dalla durata inconsueta (una danza, un’azione, un video…). I brani, allacciandosi in sequenza, compongono un quadro di riflessioni sul congedo. L’incarico affidato ai 5 artisti è di mettere in rapporto dialettico la celebrazione e la sparizione di un interprete e del suo mestiere. La staffetta di danze si presenta come una riflessione sul desiderio di sopravvivere sulla scena unicamente attraverso un perpetuarsi di addii. Il titolo Catalogo rimanda all’elenco, oggetto che si insinua tra l’archivio e il repertorio e invita il pubblico a sfogliare le pagine di un manuale poetico la cui meta è l’eternità.