Orchestra del Conservatorio Rossini
Direttore, Luca Ferrara
Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Ouverture Leonore n. 3
Sinfonia n. 3 “Eroica”
Gli ideali illuministici, veicolati dalla Rivoluzione francese, influenzarono fortemente l’arte e il pensiero di Ludwig van Beethoven. Una riprova è il suo legame con l’unica opera da lui composta, Fidelio, dove si narra di una donna, Leonore, che per amore del marito, Florestan, ingiustamente imprigionato dal tiranno Don Pezarro, si traveste da uomo sotto il nome di Fidelio, al fine di ingraziarsi il carceriere Rocco e poter così entrare nella prigione e salvare il consorte. È un’opera in cui vengono contrapposti un potere giusto e uno tirannico, con la trionfale vittoria finale del primo. Tra le varie revisioni dell’opera, Beethoven riscrisse più volte l’Ouverture; al giorno d’oggi i tre pezzi scartati dall’ultima versione sono entrati nel repertorio concertistico come brani a sé, confidenzialmente chiamati come Leonore 1, 2 e 3. Nel concerto è in programma la n. 3, un brano sinfonico di grande complessità e perizia compositiva, in un solenne Do maggiore, all’interno del quale vengono citati due passaggi cruciali dell’opera: il lamento di Florestan, udibile nelle battute iniziali dell’Ouverture e, più avanti, le trombe che annunciano l’imminente arrivo del ministro che scarcererà Florestan e arresterà Don Pezarro.
La composizione di Fidelio (1804-1805) in parte si sovrappone con la stesura della Sinfonia n. 3 “Eroica” in Mi bemolle maggiore, scritta tra il 1803 e il 1804: sono gli stessi anni dell’apogeo della parabola di Napoleone, nominato console a vita nel 1802 e autoincoronatosi imperatore nel 1804: tali avvenimenti si intrecciarono inevitabilmente con la biografia di Beethoven, che recepì in modo ambivalente la situazione politica dell’epoca. La sinfonia è dedicata a un mecenate e ammiratore di Beethoven, il principe Lobkowicz, uno dei più influenti personaggi dell’aristocrazia viennese. Si tratta di una sinfonia di inusitate proporzioni, suddivisa nei canonici quattro movimenti: l’Allegro iniziale, in forma-sonata, è un brano particolarmente denso ed elaborato; il movimento lento (Adagio assai) è una Marcia funebre di alta densità drammatica; ad esso si contrappone il vivace Scherzo del terzo movimento; infine il quarto è un tema e variazioni, che dimostra una volta di più le grandi capacità di elaborazione tematica dell’autore.