Hugo Race voce, chitarra, organo
Diego Sapignoli batteria, percussioni
Giovanni Ferrario chitarra elettrica, piano, sintetizzatore
Francesco Giampaoli contrabbasso, basso elettrico, percussioni
Hugo Race torna dopo gli album collaborativi con Steve Kilbey (Speed of the Stars ‘While Italy Dreamed”), Michelangelo Russo (‘100 Years’) e Gianni Maroccolo (‘The Vigil, vincitore del prestigioso Premio Ciampi Speciale) con I Made It All Up For You, un album epico con la sua band italiana Fatalists: un songwriting esistenziale incorniciato dalla fusione della band di roots, elettronica, colonne sonore italiane e desert rock.
Questo è il sesto album di Race con la band italiana Fatalists e riflette influenze e sonorità assorbite dalla scena musicale italiana, così come l’interesse dell’artista per il blues e altri generi musicali americani. Gli abbozzi acustici essenziali, originariamente registrati da Race in una baita isolata in Italia, sono stati ampliati e trasformati grazie alla collaborazione di musicisti come Giovanni Ferrario, bassista di PJ Harvey, e Jennifer Charles della band newyorkese Elysian Fields. Il risultato è una produzione malinconica e suggestiva, con la voce di Race che si intreccia con uno sfondo ricco di sfumature, violini e chitarre acustiche, punteggiati da accenni di elettronica. Una sorta di latente e mistica grandezza pervade l’album, allontanandolo dalla baita isolata delle sue origini e avvicinandolo al più ampio appeal del rock da stadio: un mix tra Bon Iver e U2. In definitiva, il disco possiede una sensuale essenzialità, il fascino di un viaggio in auto al crepuscolo.